Youtube o Twitch, questo è il dilemma!

Se siete qui vi rimando al mio nuovo podcast, e se non sapete cos’è un podcast… è un motivo in più per ascoltarlo → IL PINGUINO.

Ma se siete qui immagino abbiate almeno una volta dedicato attenzione a queste due piattaforme. È più probabile che ne siate dipendenti, ma questi sono dettagli.

Ho deciso di parlarne perché, negli ultimi anni, sta diventando una guerra vera e propria, con due personalità ben definite che si scontrano. Due giganti della tecnologia, insomma, che si sfidano a duello. Da una parte Google… dall’altra Amazon… da una parte il rosso, dall’altra il viola.

Chi avrà la meglio? Certamente non è una guerra mortale, sopravviveranno entrambi perché hanno due visioni totalmente differenti. E anche per questo mi affascina il discorso.

Cosa sono tecnicamente

Sono due piattaforme, quindi programmi, che girano su dei server che si trovano da qualche parte su Internet, e permettono l’hosting e la distribuzione di video. I client, di solito, li guardano preferibilmente con gli smartphone, anche se almeno 1/3 di utenti se li gode da PC.

L’idea è semplice, portare la televisione della gente, fatta dalla gente, on demand su Internet, permettendo a chiunque di partecipare a questa esperienza che diventa una specie di entità viva e in continua evoluzione, per chi ama la psicologia di Jung sa di cosa parlo.

Una coscienza che parte dal basso e crea delle vere e proprie entità, universi tecnologici dotati di vitalità e personalità ben definita.

Ma vi ricordate da dove sono partite queste piattaforme?

YouTube

Youtube è nata nel 2005 e l’anno successivo è stata acquistata da Google; è una macchina da soldi, permette di guardare contenuti, iscriversi, interagire con gli altri utenti registrati del sito, pubblicare contenuti e, dulcis in fundo, monetizzare le proprie fatiche.

Monetizzare significa guadagnare soldi attraverso la pubblicità fatta alla propria audience, è vero che si può anche guadagnare solo in immagine, migliorando il proprio personal brand, ma un po’ di pubblicità bene o male la fanno tutti quelli che hanno il giusto numero di iscritti.

Youtube permette di motetizzare in vari modi, grazie a Google Ads, le pubblicità durante i video, la collaborazione con aziende che ti pagano a mo’ di influencer e indirettamente attraverso l’affiliated marketing. Su questi argomenti farò dei topic dedicati in quanto profondi e degni di nota.

Ci sono utenti per i quali pubblicare video su Youtube e interagire con i propri iscritti è un vero e proprio lavoro, i così detti youtuber, che io meglio definirei come imprenditori digitali o creatori di contenuti. Gli argomenti trattati sono tantissimi, tranne quelli troppo delicati. Infatti Youtube impedisce, di fatto, di trasmettere violenza, opinioni scomode, e fa tantissima attenzione al rispeto dei copyright. Detta così sempre giusto, ma capita che alcune volte si arrivi a una censura immotivata, semplicemente fatta per errore. O anche la spietata volontà di monetizzare castrando la libertà personale a favore di una libera censurata, tendente alla demenzialità in alcuni casi. Youtube è tutto, davvero un mondo, tranne che una piattaforma dove si possa sviluppare arte fuori dal coro.

YouTube ha superato i 2 miliardi di utenti in tutto il mondo. Ed è la piattaforma con più utenti in Italia, con 36 milioni, contro i 35 registrati di Facebook (2019).

Twitch

Twitch TV è venuto dopo, nel 2011, prima si chiamava Justin TV. Inizialmente era il una specie di fratello minore di Youtube. La sua idea è più orientata allo streaming, quindi alla distribuzioni di video in diretta, che poi è possibile anche rendere fruibili on demand.

Nel 2014 viene comprato da Amazon per una cifra folle.

Twitch è diviso in 4 macrosezioni: Videogiochi, che è il topic che caratterizza questa piattaforma, Vita Reale, Musica e Sport Virtuale. I suoi iscritti si dividino in due tipi, quelli che guardano e quelli che trasmettono. Qui il marketing è molto più spinto, infatti si parla di donazioni, abbonamenti al canale, una visione molto meno rigida di quella di Google, che permette anche contenuti più estremi e trasgressivi. Oltre ai classici metodi di monetizzazione cha ho già elencato.

Il social viola, come viene obbligatoriamente chiamato su Youtube, in quanto bannato come termine, ha una media giornaliera di 26,5 milioni di visitatori, e oltre 6 milioni di streamer ogni mese. Numeri in crescita esorbitante nel 2020 anche a causa della pandemia.

Questione di streaming

La stessa Google ha creato una sezione dedicata al gaming. Mixer di Microsoft, che è tipica arrivare tardi per poi copiare bene le idee e metterle sul mercato. La neonata TV di Microsoft si chiama Mixer, vediamo se crescerà bene. Per il momento ha soffiato a Twitch il divo del momento, Ninja, per una cifra che secondo i miei calcoli può competere con lo stipendio annuale di Cristiano Ronaldo. Esistono anche due piattaforme cinesi interessanti, Huya e DouYu, insomma questo è un ambito in netto sviluppo. Senza contare Facebook Gaming, che detiene un misero 4% di mercato.

Alla fine la mia analisi è prettamente stilistica, Twitch è rimasto un contenitore che dà una parvenza di liberà, dove c’è un’èstrema moderazione, è vero, ma ancora possibile trattare argomenti sensibili, interessanti profondi. Su Youtube ci sono canali professionali di indubbio valore. Quindi potete trovare su entrambe le piattaforme esperienze degne di nota in ambito tecnologico e non.

Sono queste piattaforme che accolgono utenze dai 15 ai 35 anni, ovvero i clienti del futuro su cui le aziende stanno investendo a dismisura. È solo una questione di tempo, affrettatevi a provare una di queste novità. Troverete il format o la stranezza che fa per voi.

Alla prossima.