Spesso sentiamo parlare di Cloud senza però ben capire cos’è ed i vantaggi che potremmo avere utilizzando questi strumenti tecnologici, divenuti fruibili grazie all’evoluzione delle tecnologie di connessione come fibra ottica e 5G. Insomma, la famigerata Nuvola Informatica non è mai stati così accessibile.

Sintetizzando, usare il cloud computing significa delegare servizi che prima erano svolti dal nostro PC o server a computer che si trovano su Internet. Per fare ciò, ovviamente, abbiamo bisogno di un personal computer (anche non performante) e di una connessione dati di qualità: veloce e stabile. Non storcerete il naso spero, perché se fino a qualche anno fa una situazione del genere in Italia era impensabile, di fatto oggi la storia è finalmente cambiata, in meglio, grazie agli investimenti fatti in questo senso da enti pubblici e soprattutto privati.

Le 3 soluzioni.iaas paas saas

SaaS. Software as a Service, è quello che vedremo tra poco e che ci interessa, ovvero un’interfaccia accessibile tramite browser (o app) che ci fa usare il servizio, di solito ha la versione base gratuita e le implementazioni a pagamento, un esempio sono Gmail o Microsoft Office (quello in cloud ovviamente). L’utente non ha bisogno di alcuna conoscenza informatica, accede col proprio account e usa il servizio. Facile, no?

PaaS. Platform as a Service, è una piattaforma virtualizzata dove il cliente può installare un sistema operativo e usarlo proprio come se lo avesse in locale. Viene usato, ad esempio, da sviluppatori o per fornire servizi alla propria azienda o all’esterno, comunque ha bisogno di una fase di progettazione più accurata ed è usato per motivi di lavoro. Non ne parleremo qui.

IaaS. Infrastructure as a Service, è un’infrastruttura hardware, presa in affitto a consumo, si paga per il tempo effettivo di utilizzo; è la soluzione più versatile e potente ma al contempo più complessa, viene usata solo per esigenze specifiche e non la approfondiremo in questo articolo dato che è molto complessa.

Insomma, potreste aver bisogno di una CPU che fa calcoli, oppure di un pacchetto Office, o di salvare e condividere dei dati. Di fatto quasi tutto quello che vi viene in mente si può traslare sul Cloud. Vediamo di seguito i principali vantaggi di questi sistemi, sicuramente ritroverete almeno uno dei seguenti punti interessante e adatto al vostro caso specifico. Farò anche un esempio concreto di una situazione in cui un semplice trasloco sul Cloud gratuito possa giovare più di quanto possiate immaginare alla vostra sanità mentale, prima di tutto, ma anche al vostro portafoglio.

COSTI. Ebbene sì, il cloud computing ci permette di risparmiare e, soprattutto, di non incorrere in imprevisti e quindi spese improvvise e importanti. Perché questo? Semplice. Eliminiamo l’investimento iniziale per acquistare componenti e programmi, che possono sempre danneggiarsi o necessitare di aggiornamento. Si risparmia anche sulla bolletta della corrente, in quanto un computer per fare il suo lavoro assorbe energia e, se facciamo il calcolo annuale, la cifra in questione non è trascurabile, soprattutto se parliamo di server. Eventuali componenti non più necessari possono essere immediatamente eliminati e con loro la relativa spesa. Insomma, a meno che non abbiate già un’infrastruttura fisica in essere funzionante, se dovete iniziare a lavorare col computer è conveniente valutare questa strada.

SCALABILITÀ. Ripartendo dal punto di sopra, una soluzione scalabile è utile sopattutto quando la nostra attività può variare di intensità e risorse nel tempo. Utilizzando un sistema di questo tipo, in pratica, possiamo aggiungere o togliere servizi semplicemente con un click, con tempistiche immediate. In poche parole usiamo solo quello di cui abbiamo bisogno, non dovendoci preoccupare di quello che succederà domani e pagando, di fatto, solo quello che utilizziamo. Questo aspetto è utile anche per chi sfrutta per poco tempo strutture complesse e si ricollega logicamente all’ottimizzazione in termini di spesa. Fatevi aiutare da un professionista almeno nella fase iniziale, ma in breve rientrerete dell’investimento.

AGILITÀ. Spesso mi viene richiesto dai clienti un qualcosa con estrema urgenza. Purtroppo non ho più il fisico per correre a destra e a manca, e nemmeno la voglia, onestamente, di accontentare esigenze repentine e umorali. Se non avete curato la vostra infrastruttura informatica nel tempo, è impossibile fornirvi un servizio di qualità. Sicuramente si avranno ritardi, possibili imprevisti e costi aggiuntivi elevati. Un sistema agile, per l’appunto, è un sistema che può far fronte immediatamente a qualsiasi esigenza: aumentare lo spazio su disco perché si ha bisogno di salvare video o foto, aggiungere un banco di RAM per poter velocizzare l’elaborazione, o qualsiasi esigenza possa venire in mente. Di fatto si annullano i tempi di realizzazione. Attenzione però a farvi consigliare bene al momento del dimensionamento e di eventuali variazioni delle risorse. Però sì, finalmente potrete avere tutto e subito.

ACCESSIBILITÀ. Questo è il punto più importante, a mio avviso, soprattutto per l’utilizzatore medio, il libero professionista e la piccola impresa. Mi capita quotidianamente di affrontare esigenza di condivisione di un foglio di calcolo, di accesso a un account e-mail, di recupero di informazioni o la necessità di fare videoconferenze. O il semplice ripristino di un ambiente di lavoro; grazie all’accessibilità di Internet possiamo facilmente lavorare cambiando dispositivo (se lo perdiamo, o si rompe, o semplicemente ci troviamo fuori casa o ufficio), possiamo accedere alle sessioni di lavoro in qualsiasi posto o situazione, anche inaspettata, sempre avendo una connessione a disposizione. Il poter gestire dove si vuole e con qualsiasi dispositivo il nostro lavoro o semplicemente i nostri documenti è un’innovazione utilissima, che in parte già utilizziamo sugli smartphone senza accorgercene. Questo aspetto aumenta di importanza con l’aumentare delle persone invischiate nel lavoro in questione e, di questi tempi, non è cosa da poco.

SICUREZZA. Ultimo ma non ultimo, il punto sicurezza e privacy. Molti storcono il naso nel dover far transitare su Internet, che di fatto è una rete pubblica e aperta, i propri dati privati. Non è sbagliato come concetto, ma la questione si risolve semplicemente confrontando la propria rete privata o locale e il proprio dispositivo, in termini di sicurezza, a quello dei provider più accreditati di cloud computing (Microsoft, Google, Amazon, etc.)… Consideriamo anche che esistono metodi per crittografare e proteggere la comunicazione, i Firewall e compagnia bella. Parliamoci chiaro, la possibilità che prendiate un virus, magari un ransomware che va tanto di moda, sul PC o sul telefono che vi ruba o compromette tutti i dati è alta, e vi assicuro che succede solo a chi lavora in locale, per colpa di negligenze varie che non sto qui ad approfondire. Statisticamente, anche se sembrerà strano, è più sicuro tenere i propri dati in Cloud che “sotto il materasso”. È sempre il solito discorso di percezione alterata; non dico che sia sempre così intendiamoci, ma quante volte avete preso un virus o perso un file che vi serviva? Quante volete, invece, Google vi ha smarrito una email?

Consigli per l’acquisto.
Bene, se siete giunti fin qui vi meritate il consiglio. Personalmente, per iniziare a usare il Cloud, vi invito a provare i vari servizi offerti gratuitamente da Google… sì OK, c’è la pubblicità, i malfamati cookie sui quali scriverò nei prossimi articoli, il tracciamento, e la privacy se ne va a farsi benedire, ma questo è un altro discorso; se volete zero pubblicità e più privacy dovete pagare 5 Euro al mese. Il 99% degli italiani non è disposto a pagare 5 Euro al mese per questi concetti che poi però reputa imprescindibili, amen. Iniziamo dunque ad usare Google, col suo account free. È vero, probabilmente già avrete un account di questo tipo, ma quanto davvero lo utilizzate in modo appropriato? Di seguito c’è il collegamento ai servizi forniti dall’Azienda di Mountain View, provate a scorrere la pagina e notate quanti e quali utili applicazioni vi state perdendo nonostante le abbiate sotto al naso.

GOOGLE ALL PRODUCTS

Il trucco è collegare il  proprio Internet Browser, in questo caso preferiamo Google Chrome per un semplice discorso di compatibilità, all’account in questione, poi fare lo stesso sullo smartphone (Impostazioni->Account) e, se abbiamo un client di posta (tipo Outlook o Thunderbird) configurarlo ovunque in IMAP. Se non siete capaci basta usare l’applicazione GMAIL e avete risolto.

Per collegare il browser, step determinante, basta cliccare sul pallino (in questo caso rosso) in alto a destra dello stesso, come vedete nell’immagine di sopra, assicurandovi che la sincronizzazione sia attiva.

Ecco fatto, ora potrete cambiare dispositivo e portarvi dietro documenti (DRIVE), posta elettronica (GMAIL), siti preferiti e password (CHROME), addirittura i numeri di telefono e i contatti che avete in rubrica sullo smartphone (CONTATTI)… e tanto altro.

Se perdete o cambiate lo smartphone, se si rompe il portatile, basta prenderne uno nuovo e potrete ripristinate tutto con un click, semplicemente riallacciando l’account al dispositivo. Di fatto l’account di Google è un’interfaccia basilare, gratuita ed estremamente potente per iniziare a godere del Cloud. Molti ce l’hanno ma nessuno (o quasi) la usa in maniera corretta. Provate per credere.

Tra le nuvole sì, ma senza precipitare.
Ovviamente i servizi Cloud sono anche quelli pensati per aziende più o meno strutturate, ma in quel caso contattatemi e ne parleremo a quattr’occhi, visto che si tratta di servizi complessi da dimensionare e iniziare ad utilizzare.

Nel nostro caso, il segreto è semplicemente collegare tutti i propri dispositivi al proprio account gmail, altrimenti il concetto essenziale del cloud computing perde di senso ed utilità. Provate e fatemi sapere come va. Se vi è piaciuto l’articolo condividetelo, se avete domande o curiosità o anche suggerimenti scrivetelo nei commenti (è gratis pure questo, già). E continuate a seguire questo fantastico blog dal sapore acre di silicio. Per oggi è tutto, alla prossima.